Migrazione da PrestaShop a Shopify: quando conviene e come proteggere dati e SEO
Aggiornato a settembre 2026.
Una migrazione da PrestaShop a Shopify è oggi sul tavolo di molti e-commerce italiani nati tra il 2014 e il 2019. La versione installata non è più supportata, i moduli accumulati negli anni non sono compatibili con le release recenti e ogni aggiornamento assomiglia a un nuovo sviluppo. La domanda che riceviamo più spesso è quindi molto concreta: se devo comunque rifare lo store, conviene rifarlo su PrestaShop o su Shopify?
In questa guida mettiamo in fila i fatti del 2026, il confronto tra le due strade, i punti in cui i dati di PrestaShop non combaciano con il modello di Shopify e il metodo che usiamo in Woow Labs per una migrazione che protegga ordini, clienti e posizionamento, con verifiche misurabili a ogni fase.
In sintesi
- PrestaShop 1.7 non è più mantenuto dal rilascio della 9.0 (giugno 2025) e il ramo 8.2 riceve solo correzioni di sicurezza e critiche. La versione stabile di riferimento è la 9.1 (marzo 2026), mentre la 9.2 è in release candidate da settembre.
- Il confronto corretto è aggiornamento a PrestaShop 9.1 contro migrazione a Shopify: restare fermi su una versione non mantenuta non è un’opzione a costo zero.
- I punti più delicati: combinazioni con più di tre attributi, caratteristiche prodotto, prezzi per gruppo cliente e URL con ID numerico. I primi tre vanno riprogettati nel modello Shopify, gli URL richiedono redirect uno a uno.
- Nel 2026 le password dei clienti non sono più un ostacolo: i nuovi account Shopify funzionano con codice monouso via email.
- Shopify non emette fattura elettronica: serve un collegamento allo SDI. Il checkout ha campi nativi per codice fiscale e PEC, ma facoltativi e non validati; fuori da Plus partita IVA italiana e codice destinatario si raccolgono con un’app nel carrello o dopo l’acquisto.
- Il metodo Woow Labs in 6 fasi, dalla discovery al presidio delle prime 72 ore, rende il rischio misurabile e controllabile, senza pretendere di azzerarlo.
PrestaShop nel 2026: cosa è cambiato
Il ciclo di vita delle versioni. PrestaShop 9.0 è uscito il 10 giugno 2025 e con quel rilascio si è chiusa la manutenzione della 1.7. La 1.7 supporta ufficialmente al massimo PHP 7.4, che non riceve patch da fine 2022: uno store fermo lì gira quasi sempre su un linguaggio senza aggiornamenti di sicurezza. Il ramo 8.2 è in supporto esteso, con sole correzioni di sicurezza e critiche (l’ultima, la 8.2.8, è del 18 agosto 2026), si basa su Symfony 4.4, fuori supporto da novembre 2023, e arriva al massimo a PHP 8.1, che non riceve patch dal 31 dicembre 2025. La release stabile di riferimento è la 9.1 del 23 marzo 2026, con il tema Hummingbird 2.0 progettato anche per i requisiti di accessibilità europei. Il 21 settembre 2026 è uscita la prima release candidate della 9.2, che introduce un checkout nativo su una sola pagina: chi pianifica l’aggiornamento per fine anno dovrebbe puntare lì.
Aggiornare vuol dire rifare molto. Passare da 1.6 o 1.7 alla 9 significa quasi sempre rifare il tema, verificare o sostituire i moduli, rimuovere gli override nel codice e ricollaudare le integrazioni. Per uno store con personalizzazioni reali il lavoro si avvicina a quello di un cambio di piattaforma. Chi è già sulla 8.2 ha un salto più corto, ma resta un cambio di versione maggiore (Symfony 6.4, PHP 8.1 o superiore) da collaudare: in quel caso il confronto economico con Shopify è meno scontato e va fatto con più attenzione.
Il cambio di proprietà. L’acquisizione di PrestaShop è stata firmata l’11 dicembre 2025 e chiusa il 18 febbraio 2026, per 53,7 milioni di euro, da Cyber_Pixel, una holding controllata al 79% dal gruppo polacco cyber_Folks e al 21% dai fondatori di Sylius. Ad aprile 2026 l’azienda ha avviato in Francia una procedura di licenziamento collettivo, dichiarando che supporto e roadmap non cambiano. Il progetto open source resta attivo. Da solo non è un motivo per migrare, ma chi investe per i prossimi cinque anni fa bene a considerarlo.
Quando restare su PrestaShop ha senso
Shopify non è la risposta giusta per tutti. PrestaShop resta una scelta sensata quando:
- lo store dipende da logiche molto personalizzate nel carrello o nel checkout che su Shopify richiederebbero il piano Shopify Plus o sviluppi importanti;
- c’è un B2B complesso con listini per singolo cliente, pagamenti parziali o acconti, funzioni che su Shopify sono riservate a Plus;
- il multinegozio condivide catalogo e magazzino con regole difficili da replicare;
- il team ha competenze PHP interne e preferisce il pieno controllo di codice e hosting;
- lo store è già sulla 9 con pochi moduli critici, e l’aggiornamento è davvero incrementale.
Se nessuno di questi punti è bloccante, il confronto economico e operativo tende a favorire Shopify. Va comunque fatto sui numeri.
Aggiornare a PrestaShop 9.1 o migrare: il confronto
| Area | Aggiornamento a PrestaShop 9.1 | Migrazione a Shopify |
|---|---|---|
| Hosting e sicurezza | A carico del merchant: server, PHP, patch, backup | Gestiti dalla piattaforma |
| Tema | Da rifare o adattare (Hummingbird o tema custom) | Da progettare su un tema Shopify |
| Moduli | Da verificare, aggiornare o sostituire uno per uno | Da mappare su funzioni native, app o sviluppo custom |
| Evoluzione futura | Nuove major con possibili rotture di moduli e tema | Core aggiornato di continuo, con deprecazioni periodiche da gestire (come è successo al vecchio checkout e agli account legacy) |
| Personalizzazione | Totale, a livello di codice | Ampia su tema e app, limitata nel checkout salvo Plus |
| Costi ricorrenti | Hosting, licenze moduli, manutenzione tecnica | Piano, app, commissioni aggiuntive se non si usa Shopify Payments |
| Controllo | Codice e dati interamente propri | Dipendenza dalla piattaforma e dalle sue regole |
In entrambi i casi si affrontano migrazione dei dati, collaudo delle integrazioni e gestione SEO. La differenza sta in cosa resta dopo: uno stack da aggiornare di nuovo tra qualche anno, oppure una piattaforma in cui il core è mantenuto da altri e il lavoro si concentra su catalogo, esperienza e marketing.
TCO: il costo totale a tre anni
Il confronto va fatto sul Total Cost of Ownership a 36 mesi, cioè sulla somma di tutti i costi di possesso.
| Voce | PrestaShop | Shopify |
|---|---|---|
| Piattaforma | Software gratuito, hosting da dimensionare | Da 19 €/mese (Basic, fatturazione annuale) a Plus, da 2.100 €/mese; oltre certe soglie di fatturato Plus prevede una componente variabile |
| Pagamenti | Commissioni del gateway scelto | Commissioni di Shopify Payments, oppure gateway esterno più una fee Shopify dal 2% (Basic) allo 0,2% (Plus) |
| Funzionalità | Licenze dei moduli e loro aggiornamenti | Abbonamenti alle app |
| Manutenzione | Patch, aggiornamenti PHP, compatibilità dei moduli | Manutenzione del tema e delle integrazioni |
| Rischio | Incidenti di sicurezza, fermi per aggiornamenti | Limiti di piattaforma, crescita dei costi app |
Due voci vengono spesso sottostimate. La prima è la fee sui gateway esterni: chi mantiene il contratto con la propria banca (per esempio Nexi) invece di Shopify Payments paga a Shopify una commissione aggiuntiva su ogni ordine. Con 600.000 € di fatturato annuo sul piano Grow, l’1% vale 6.000 € l’anno e 18.000 € in tre anni, oltre alle commissioni della banca. Con Shopify Payments attivo, invece, PayPal Express, contrassegno e bonifico non pagano questa fee. La seconda voce è l’accumulo di app: dieci app da 30 € al mese valgono 10.800 € in tre anni. Per il dettaglio delle voci ricorrenti vedi quanto costa gestire un e-commerce Shopify nel 2026.
Cosa determina il costo della migrazione
Il numero di prodotti conta poco. Il preventivo di una migrazione da PrestaShop a Shopify cresce con questi fattori:
- struttura del catalogo: combinazioni oltre le tre opzioni, pack, campi di personalizzazione, caratteristiche da tipizzare;
- lingue e negozi: ogni lingua moltiplica traduzioni da migrare e redirect da mappare, il multinegozio aggiunge decisioni di architettura;
- qualità dei dati: duplicati, SKU mancanti, immagini orfane, prezzi salvati con arrotondamenti incoerenti;
- moduli da sostituire: ognuno richiede un’app, uno sviluppo o la decisione di eliminarlo;
- integrazioni: gestionale, magazzino, corrieri, fatturazione, marketplace;
- tema: tema esistente adattato oppure progettato su misura;
- storico: quanti anni di ordini e clienti portare su Shopify e quanti lasciare in archivio;
- B2B: listini per gruppo, aziende, condizioni di pagamento.
Per questo una stima seria arriva dopo la fase di discovery.
La mappa dei dati: dove PrestaShop e Shopify non combaciano
Il modello dati di PrestaShop è più ricco, e in alcuni punti più libero, di quello di Shopify. Ogni differenza va decisa prima della migrazione.
Catalogo e prezzi
| In PrestaShop | In Shopify | Cosa decidere |
|---|---|---|
| Combinazioni (taglia, colore, materiale, confezione) | Varianti: massimo 3 opzioni e fino a 2.048 varianti per prodotto | Oltre tre attributi: prodotti separati collegati, attributi descrittivi in metafield o, su Plus, Combined Listings |
| Caratteristiche (features) | Metafield e metaobject | Tipizzare i valori e usarli nei filtri con l’app Search & Discovery |
| Albero delle categorie con categoria predefinita | Collezioni manuali o automatiche, più menu di navigazione | La gerarchia si ricostruisce nei menu: gli indirizzi delle collezioni non sono annidati |
| Prezzi salvati IVA esclusa, con gruppi di regole IVA | Prezzi di norma IVA inclusa, IVA per paese e OSS | Ricalcolare i prezzi lordi, verificare gli arrotondamenti e riportare le aliquote ridotte (4%, 5%, 10%) con categorie prodotto o override fiscali |
| Prezzi specifici e regole di catalogo | Sconti automatici, codici sconto, cataloghi per mercato o B2B | Semplificare le regole o gestirle con app |
| Regole carrello e buoni | Codici sconto e sconti automatici | Esportare i codici attivi; omaggi e vincoli complessi richiedono app |
| Pack | App Shopify Bundles | Verificare lo scarico di magazzino dei componenti |
| Campi di personalizzazione (testo o file) | Proprietà della riga d’ordine tramite app | Testarle in email, ordini e gestionale |
| Produttori e fornitori | Campo Fornitore (vendor) e collezioni per marca | Reindirizzare anche le pagine marca |
Clienti, ordini e contenuti
| In PrestaShop | In Shopify | Cosa decidere |
|---|---|---|
| Gruppi clienti con prezzi dedicati | Segmenti, tag, aziende e cataloghi B2B | Fuori da Plus: massimo 3 cataloghi B2B attivi e nessuna assegnazione diretta alle singole aziende |
| Clienti registrati e account ospite | Clienti Shopify, uno per email | Unire i duplicati prima dell’import |
Campi dni e vat_number degli indirizzi | Metafield del cliente o dell’azienda | Servono alla fattura elettronica |
| Iscritti alla newsletter non clienti (tabella del modulo) | Clienti con consenso marketing, o direttamente la piattaforma email | Migrare stato e origine del consenso |
| Ordini con stati personalizzati | Ordini con stati fissi di pagamento ed evasione, più tag o metafield | Ridisegnare i flussi con gestionale e corrieri |
| Multinegozio | Markets (paesi, lingue, valute) o store separati | Scegliere in base a quanto divergono cataloghi e prezzi |
| Campi multilingua | Traduzioni con Translate & Adapt o app dedicate | Esportare per lingua e reimportare |
| Pagine CMS e blog | Pagine e blog Shopify | Mappare ogni indirizzo |
| Recensioni (modulo o servizio esterno) | App di recensioni con import da CSV | Verificare che le stelline nei risultati di ricerca restino attive |
Nel metodo Woow Labs queste decisioni si prendono nella Fase 2 e si verificano con la riconciliazione della Fase 3.
Gli strumenti di migrazione
L’app gratuita Store Migration di Shopify non prevede PrestaShop tra le piattaforme di origine. Le alternative:
- servizi di migrazione automatica come LitExtension o Cart2Cart, che si collegano allo store e trasferiscono le entità principali: rapidi, ma da verificare su combinazioni, caratteristiche, traduzioni e redirect;
- import tramite file con strumenti come Matrixify, dopo aver trasformato gli export di PrestaShop nel loro formato;
- ETL dedicato, cioè estrazione dal database, trasformazione e caricamento tramite le API di Shopify.
Per cataloghi con combinazioni complesse, più lingue o dati da ripulire preferiamo l’ETL dedicato, affiancato dove utile dagli strumenti automatici: ogni passaggio è ripetibile e verificabile, e le migrazioni di prova si possono rieseguire finché i conteggi tornano.
I moduli installati vanno mappati uno per uno. Le corrispondenze più frequenti:
| Modulo PrestaShop | Alternativa su Shopify |
|---|---|
Ricerca a faccette (ps_facetedsearch) | Filtri dell’app Search & Discovery su metafield |
PrestaShop Checkout (ps_checkout) | Shopify Payments più PayPal |
| Moduli di checkout su una pagina | Checkout nativo di Shopify |
Iscrizione alla newsletter (ps_emailsubscription) | Shopify Email o Klaviyo, migrando i consensi |
Commenti prodotto (productcomments) | App di recensioni con import da CSV |
Lista dei desideri (blockwishlist) | App wishlist |
GDPR ufficiale (psgdpr) e banner cookie | Piattaforma di consenso con Consent Mode v2 |
| Fatturazione elettronica | App per i dati fiscali più servizio o gestionale collegato allo SDI |
| Moduli dei corrieri (BRT, GLS, Poste) | App o piattaforme di spedizione |
SEO: gli URL con ID di PrestaShop
È il punto su cui una migrazione da PrestaShop si gioca il traffico organico. Con gli URL semplificati attivi, gli schemi predefiniti sono:
- prodotto:
{categoria}/{id}-{nome}.html, per esempio/abiti/7-abito-chiffon.html; - prodotto con combinazione: l’ID della combinazione entra nel percorso, per esempio
/abiti/7-12-abito-chiffon.html; - categoria:
/{id}-{nome}, per esempio/3-abiti; - pagina CMS:
/content/{id}-{nome}; - marca e fornitore:
/brand/{id}-{nome}e/supplier/{id}-{nome}; - spesso con il prefisso di lingua (
/it/,/en/).
Gli schemi si possono personalizzare in Parametri negozio > Traffico e SEO, e sulla 1.6 marca e fornitore usavano forme diverse (/{id}_{nome} e /{id}__{nome}): per questo la lista degli URL va estratta dal database e dalla scansione, non dedotta dagli schemi.
Shopify usa invece una struttura fissa: /products/nome, /collections/nome, /pages/nome, /blogs/nome-blog/articolo. Le conseguenze pratiche:
- Ogni indirizzo cambia. Nessun URL di PrestaShop resta identico.
- I redirect nativi di Shopify sono uno a uno. Non accettano caratteri jolly né espressioni regolari, si importano da CSV e arrivano a 100.000 sui piani standard e a 20 milioni su Plus. Le regole a pattern richiedono app dedicate, che però intervengono dopo che la pagina 404 è stata servita e non equivalgono a un 301 nativo: per gli URL con traffico o backlink conviene generare i redirect uno a uno dal database e usare le regole solo per la coda lunga.
- Un redirect scatta solo se il vecchio percorso restituisce 404 su Shopify. Va tenuto presente quando nomi di pagine o collezioni coincidono.
- Le combinazioni hanno URL propri. Gli indirizzi con l’ID combinazione nel percorso possono finire nell’indice e sono spesso usati nei feed di Google Shopping: vanno reindirizzati alla scheda prodotto o alla variante corrispondente. La parte dopo il carattere
#(per esempio#/1-taglia-s) invece non arriva al server e non si reindirizza. - Gli URL non semplificati (
index.php?id_product=7&controller=product), ancora attivi su store datati, contengono parametri: Shopify avverte che i redirect con query string possono non funzionare come previsto, quindi servono un’app o una gestione dedicata. Lo stesso vale per gli URL della ricerca a faccette, che di solito non hanno valore e si possono lasciare decadere.
C’è poi un effetto spesso ignorato fuori dalla SEO: con l’app Google & YouTube di Shopify cambiano gli ID prodotto nel feed di Merchant Center, quindi lo storico per prodotto in Shopping e Performance Max riparte. Se il feed di PrestaShop usava come ID lo SKU o un formato controllabile, un’app di feed può mantenere gli stessi ID: la scelta va fatta in Fase 2, con chi gestisce le campagne.
La lista degli URL da mappare non va presa da una sola fonte. Uniamo l’estrazione dal database (prodotti, combinazioni, categorie, CMS, marche, in tutte le lingue), la scansione del sito, le pagine con impression in Google Search Console, le pagine con backlink e gli URL delle immagini che portano traffico da Google Immagini (/123-large_default/nome.jpg).
Ogni URL rilevante riceve una destinazione equivalente: il prodotto verso il prodotto, la categoria verso la collezione corrispondente, mai tutto verso la homepage. Per chi vende in più lingue Shopify Markets gestisce sottocartelle di lingua e hreflang, quindi la mappa dei redirect va costruita lingua per lingua.
Nel metodo Woow Labs: inventario degli URL in Fase 1, mappa in Fase 2, scansione di verifica in Fase 5, presidio degli errori in Fase 6.
Clienti e account: nel 2026 la questione password è cambiata
Shopify non consente di importare password o i loro hash, quindi nessuna password di PrestaShop passa sul nuovo store. Fino a poco tempo fa questo imponeva di chiedere a tutti i clienti un reset. Nel 2026 conta molto meno.
Il 26 febbraio 2026 Shopify ha deprecato gli account cliente “legacy” con email e password, che non sono più disponibili per i nuovi store. I nuovi account usano email e codice monouso: il cliente inserisce l’indirizzo, riceve un codice e ritrova il suo storico ordini, senza password da reimpostare.
Il lavoro sui clienti resta, ma cambia oggetto:
- duplicati: PrestaShop può creare un account ospite per ogni acquisto senza registrazione, spesso con la stessa email di un account registrato. Vanno uniti, altrimenti lo storico ordini si spezza;
- consensi marketing: va migrato lo stato di iscrizione con la sua origine, compresi gli iscritti alla newsletter che non hanno mai acquistato;
- comunicazione: un’email che spiega il nuovo accesso riduce i ticket nei primi giorni.
Specificità italiane
Fatturazione elettronica. Shopify non emette fatture elettroniche e non dialoga con il Sistema di Interscambio: serve un servizio o gestionale che generi la fattura e la invii allo SDI. Per gli indirizzi italiani il checkout mostra già due campi nativi, codice fiscale e PEC, ma sono facoltativi, non validati e non comprendono partita IVA e codice destinatario. Da febbraio 2026, con Shopify Tax, si può attivare un campo per la partita IVA dell’Unione, validato e pensato per l’inversione contabile, utile soprattutto per le vendite B2B verso altri Paesi UE. Le estensioni che aggiungono altri campi nelle fasi del checkout sono riservate a Plus: sugli altri piani i dati mancanti si raccolgono con un’app nel carrello o dopo l’acquisto, oppure con i profili aziendali B2B per i clienti business. Chi su PrestaShop usava un modulo di fatturazione deve progettare questa parte presto.
Prezzi, IVA e promozioni. Oltre al ricalcolo dei prezzi IVA inclusa, va configurata l’IVA per paese ed eventualmente il regime OSS per le vendite nell’Unione. Chi comunica sconti deve rispettare la direttiva Omnibus (D.Lgs. 26/2023), che impone di indicare il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni: Shopify non lo calcola in modo nativo, serve un’app.
Pagamenti. Shopify Payments in Italia include carte, Apple Pay, Google Pay e Shop Pay, e permette di attivare Klarna e Satispay come metodi locali, senza la fee prevista per i gateway esterni. PayPal si collega come provider separato, Scalapay e altri servizi di pagamento a rate si aggiungono come app: per ciascuno vanno verificate commissioni e disponibilità per mercato. Contrassegno e bonifico si configurano come metodi manuali; un supplemento per il contrassegno non è nativo e richiede un’app, oppure va eliminato.
Spedizioni. Le integrazioni con BRT, GLS, Poste o SDA passano da app o piattaforme di spedizione, da testare con etichette e tracking reali.
Accessibilità. Dal 28 giugno 2025 lo European Accessibility Act, recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022, si applica ai servizi di e-commerce, con esenzione per le microimprese (meno di 10 addetti e fatturato annuo o totale di bilancio fino a 2 milioni di euro). Vale su qualsiasi piattaforma: la migrazione è il momento più economico per scegliere un tema accessibile.
Archivio. Prima di spegnere PrestaShop conviene conservare un export completo e un backup del database consultabile: fatture, ordini e scritture contabili vanno conservati per dieci anni (art. 2220 del Codice civile), anche se non vengono importati in Shopify.
Tracking e consenso
Su PrestaShop il tracciamento passa spesso da moduli o script inseriti nel tema e nella pagina di conferma ordine. Su Shopify non è più possibile: dal 26 agosto 2026 anche sui piani non Plus le pagine di ringraziamento e di stato ordine accettano solo app e pixel personalizzati. GA4, Meta Conversions API, Google Ads e gli altri strumenti vanno ricostruiti con le app ufficiali e gli eventi cliente di Shopify, collegati a una piattaforma di consenso compatibile con Consent Mode v2.
Il test prima del passaggio è semplice: un ordine di prova deve comparire con lo stesso valore in Shopify, GA4 e nelle piattaforme pubblicitarie. Approfondimento in tracking e-commerce nel 2026: GA4, Consent Mode, CAPI e server-side.
Nel metodo Woow Labs fiscalità, pagamenti e tracking si progettano in Fase 4 e si collaudano con ordini reali in Fase 5.
Il metodo Woow Labs: la migrazione da PrestaShop a Shopify in 6 fasi
Le nostre migrazioni seguono un framework in sei fasi consolidato in anni di progetti. Ogni fase si chiude con un risultato verificabile prima di passare alla successiva. Ecco come si applica a uno store PrestaShop.
Fase 1. Discovery & Audit
Inventario di tutto ciò che esiste: versione di PrestaShop e PHP, moduli attivi e funzione di ciascuno, override nel codice, combinazioni e caratteristiche, gruppi clienti e prezzi specifici, regole carrello, lingue, negozi del multinegozio, integrazioni con gestionale e corrieri. In parallelo analizziamo traffico organico, URL con impression e backlink, conversioni per canale.
Risultato: una mappa funzionale che indica per ogni funzione se va replicata, semplificata, sostituita o eliminata, e il primo inventario degli URL da proteggere.
Fase 2. Migration Plan
Progettiamo l’architettura Shopify: prodotti e varianti (con la decisione sulle combinazioni oltre le tre opzioni), metafield e metaobject per le caratteristiche, collezioni e menu, Markets per lingue e paesi, scelta del piano. Costruiamo la mappa dei redirect URL per URL e lingua per lingua, e stabiliamo per ogni dato il sistema autorevole (per esempio: il gestionale governa giacenze e prezzi, Shopify gli ordini).
Risultato: documento di architettura, mappa dei redirect, cronoprogramma con responsabilità e piano di passaggio.
Fase 3. Data Migration
Estraiamo i dati dal database di PrestaShop, li puliamo (duplicati, SKU mancanti, immagini orfane, email non valide), ricalcoliamo i prezzi e trasformiamo tutto nel modello Shopify. Eseguiamo almeno una migrazione di prova completa e la riconciliamo: conteggi per entità, controllo a campione di prezzi, varianti e traduzioni, somma dei totali degli ordini storici.
Risultato: report di riconciliazione approvato prima di proseguire.
Fase 4. Funzionalità & App Ecosystem
Per ogni funzione della mappa scegliamo la strada: nativa di Shopify, app affidabile con storico verificabile, sviluppo custom con le API di Shopify, oppure eliminazione. Qui rientrano fatturazione elettronica, recensioni, loyalty, spedizioni, B2B e integrazione con il gestionale (vedi come integrare Shopify con ERP e gestionale di magazzino).
Risultato: store funzionante in ambiente di sviluppo, con un elenco di app giustificato una per una.
Fase 5. QA & Pre-lancio
Acquisti di prova per ogni metodo di pagamento e spedizione, email transazionali, dati fiscali sull’ordine, resi, sincronizzazione con il gestionale. Verifica dei redirect con uno strumento di scansione sulla lista completa degli URL, controllo di sitemap, canonical, dati strutturati e hreflang, Core Web Vitals (LCP, INP, CLS) e accessibilità su mobile. Ordini di prova tracciati dall’inizio alla fine.
Risultato: checklist chiusa e decisione condivisa sul lancio (go/no-go), con piano di rollback.
Fase 6. Post Go-Live & Crescita
Nelle prime 72 ore presidiamo traffico organico e a pagamento, tasso di conversione, ordini, pagamenti, errori 404, tracking e feed pubblicitari. Nelle settimane successive confrontiamo indicizzazione, posizionamento e conversioni con il periodo precedente e correggiamo i redirect mancanti.
Risultato: report post-lancio e piano di ottimizzazione basato sui dati reali del nuovo store.
La sequenza di passaggio (fasi 5 e 6)
Il passaggio effettivo dal vecchio al nuovo store, il cosiddetto cutover, si svolge in pochi giorni e segue sempre lo stesso ordine:
- Scegliere una finestra lontana da Black Friday, Natale e saldi, preferibilmente a inizio settimana.
- Abbassare il TTL dei record DNS qualche giorno prima, per rendere rapido il cambio di dominio.
- Congelare modifiche a catalogo e struttura del sito nei giorni concordati.
- Eseguire l’ultima migrazione di prova e riconciliarla.
- Importare gli ordini generati dopo la prova, insieme a nuovi clienti e giacenze aggiornate, con le notifiche disattivate: né email allo staff né ricevute ai clienti.
- Caricare tutti i redirect e verificarli.
- Puntare il dominio su Shopify, lasciando invariati i record della posta elettronica, poi rimuovere la password dello store e verificare che il certificato SSL sia attivo.
- Mettere PrestaShop in manutenzione appena cambia il DNS e recuperare gli ordini arrivati durante la propagazione.
- Eseguire subito i controlli rapidi sulle funzioni critiche: acquisto, pagamento, email, tracking.
- Inviare la nuova sitemap in Search Console e presidiare errori e ordini.
- Tenere PrestaShop offline ma archiviato, con backup del database.
Anche una migrazione ben condotta può produrre una flessione temporanea del traffico organico. Il metodo serve a renderla piccola, breve e spiegabile.
Tempi indicativi
La durata dipende più da integrazioni e qualità dei dati che dal numero di prodotti. Come ordine di grandezza, non come preventivo:
- store semplice, una lingua, poche integrazioni: 6-10 settimane;
- store strutturato con gestionale, più lingue o B2B leggero: 3-4 mesi;
- store complesso con multinegozio, listini per cliente e integrazioni multiple: da 5 mesi in su.
Prima di scegliere la piattaforma può essere utile anche il nostro confronto su qual è la migliore tecnologia per un e-commerce.
Domande frequenti
Dipende da combinazioni, lingue, qualità dei dati, moduli da sostituire, integrazioni con il gestionale e tema. Il numero di prodotti pesa poco. Una stima attendibile arriva dopo la discovery, quando mappa funzionale e mappa dei dati sono complete.
Come ordine di grandezza: 6-10 settimane per uno store semplice, 3-4 mesi per uno con gestionale e più lingue, da 5 mesi in su con multinegozio e B2B. La durata reale si definisce dopo la discovery.
L’app Store Migration di Shopify non supporta PrestaShop. Servizi come LitExtension o Cart2Cart trasferiscono le entità principali, Matrixify importa file preparati nel suo formato. Per combinazioni complesse, traduzioni e redirect serve comunque un lavoro di mappatura e verifica.
No, Shopify non importa password. Nel 2026 però i nuovi account cliente funzionano con email e codice monouso: il cliente accede con la sua email e ritrova lo storico ordini importato.
Shopify ammette al massimo tre opzioni per prodotto, anche se consente fino a 2.048 varianti. Con quattro o più attributi si separano i prodotti collegandoli tra loro, si spostano gli attributi descrittivi in metafield o, su Plus, si usa l’app Combined Listings.
Il rischio esiste perché tutti gli URL cambiano. Redirect uno a uno per ogni lingua, contenuti equivalenti e monitoraggio sono ciò che permette di contenere l’impatto. Una flessione temporanea nelle prime settimane resta possibile e va monitorata.
Non in modo nativo. Il checkout ha campi nativi facoltativi per codice fiscale e PEC. Per partita IVA, codice destinatario e controlli di validità serve un’app (nel carrello o dopo l’acquisto, se non si è su Plus), e per la trasmissione allo SDI un servizio o gestionale collegato.
Da 1.6 o 1.7 l’aggiornamento richiede di rifare tema e moduli, quindi il confronto con Shopify va fatto a parità di progetto. Dalla 8.2 il salto è più corto ma resta un cambio di versione maggiore, e conviene puntare alla 9.2. In entrambi i casi restare su PrestaShop conviene con personalizzazioni profonde, B2B con listini per singolo cliente o un team tecnico interno.
Valuta la migrazione prima di scegliere
Woow Labs segue la migrazione da PrestaShop a Shopify dalla discovery al post go-live: architettura, dati, integrazioni, UX, SEO e tracking. Scopri il servizio di migrazione a Shopify, leggi la panoramica sulle sei fasi di una migrazione o confronta questo caso con la migrazione da WooCommerce a Shopify e da Magento a Shopify.
Fonti tecniche
- PrestaShop: PrestaShop 9.1 è disponibile
- PrestaShop: rilascio di sicurezza 8.2.8 e supporto esteso del ramo 8.2
- PrestaShop: il checkout su una pagina della 9.2
- PrestaShop 8: requisiti di sistema e versioni PHP
- PrestaShop: PrestaShop 9.0 è disponibile
- PrestaShop: fine della manutenzione della 1.7
- PrestaShop Specs: regole SEO e schemi degli URL
- Fortidia: cessione di PrestaShop a cyber_Folks
- Shopify: piani e prezzi per l’Italia
- Shopify Help Center: fee di transazione per provider esterni
- Shopify Help Center: metodi di pagamento di Shopify Payments in Italia
- Shopify Changelog: validazione della partita IVA al checkout
- Shopify Help Center: migrare a Shopify
- Shopify Help Center: redirect URL
- Shopify App Store: Store Migration
- Shopify Changelog: limite varianti a 2.048
- Shopify Changelog: account cliente legacy deprecati
- Shopify Changelog: funzioni B2B sui piani non Plus
- Shopify.dev: estensioni del checkout e piani
- Shopify Help Center: Combined Listings
- Direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di accessibilità

